La dichiarazione di successione come si fa e chi la presenta è una delle domande più frequenti che riceviamo nel nostro studio dopo la perdita di un familiare. Capire cosa fare, entro quando farlo e a chi spetta l’obbligo non è sempre immediato — specialmente in un momento già difficile dal punto di vista emotivo. In questa guida trovi tutte le risposte, in modo chiaro e senza tecnicismi.
Dichiarazione di successione e atto di successione: sono la stessa cosa?
Spesso i due termini vengono usati in modo intercambiabile, ma è utile fare chiarezza. La dichiarazione di successione è il documento fiscale che gli eredi presentano all’Agenzia delle Entrate per comunicare il trasferimento dei beni del defunto. L’atto di successione, nella pratica comune, è spesso considerato lo stesso documento visto dalla prospettiva più ampia della procedura successoria.
In sostanza: la dichiarazione è l’atto con cui si informa il fisco. A partire da essa si calcolano le eventuali imposte e si avvia la voltura catastale degli immobili.
La dichiarazione di successione non è solo un modulo: è il punto di partenza per regolarizzare la nuova situazione patrimoniale degli eredi e sbloccare beni, conti e immobili intestati al defunto.
Chi è obbligato a presentare la dichiarazione di successione
L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione ricade su una serie di soggetti ben definiti dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico sulle Successioni):
- Gli eredi (legittimi o testamentari)
- I legatari, cioè chi riceve beni specifici per testamento
- I chiamati all’eredità che non hanno ancora rinunciato
- Gli amministratori dell’eredità, in caso di eredità giacente
- I curatori dell’eredità devoluta allo Stato
Quando ci sono più eredi, non è necessario che ognuno presenti una dichiarazione separata: è sufficiente che uno solo provveda per tutti, purché la dichiarazione contenga i dati di tutti i coeredi.
Quando non è obbligatoria
La legge prevede alcune esenzioni. La dichiarazione di successione non è obbligatoria se si verificano *tutte* le seguenti condizioni insieme:
- L’eredità passa al coniuge o a parenti in linea retta (genitori, figli)
- Il valore complessivo dell’attivo ereditario non supera 100.000 euro
- Non ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari
Anche quando non è formalmente obbligatoria, spesso conviene presentarla lo stesso: le banche, ad esempio, la richiedono quasi sempre per svincolare conti e depositi intestati al defunto.
| Condizione | Obbligo di dichiarazione |
|---|---|
| Presenza di immobili | Sì, sempre |
| Attivo ereditario > 100.000 € | Sì, sempre |
| Eredi diversi da coniuge/parenti diretti | Sì, sempre |
| Solo conti correnti < 100.000 € + eredi diretti | No (ma spesso consigliata) |
| Eredità devoluta allo Stato | Sì, tramite curatore |
Entro quando va presentata
Il termine ordinario è di 12 mesi dalla data del decesso. Superato questo termine, si rischia una sanzione amministrativa, che varia dal 120% al 240% dell’imposta dovuta in caso di dichiarazione tardiva (e dal 60% al 120% se si presenta spontaneamente dopo la scadenza ma prima di ricevere un accertamento). Se non ci sono imposte da pagare, la sanzione è fissa.
In caso di successione aperta all’estero, o se l’erede era residente all’estero al momento del decesso, il termine si allunga a 24 mesi.
Rispettare il termine dei 12 mesi è fondamentale. Avviare la pratica con anticipo permette di raccogliere tutti i documenti con calma e di evitare costi aggiuntivi.
Come si fa la dichiarazione di successione: i documenti necessari
Prima di procedere, è necessario raccogliere una serie di documenti. Ecco cosa serve tipicamente:
| Documento | Chi lo fornisce / dove si trova |
|---|---|
| Certificato di morte | Comune di residenza del defunto |
| Documento d’identità e codice fiscale del defunto | Eredi o Comune |
| Documenti d’identità di tutti gli eredi | Eredi |
| Eventuale testamento (estratto autentico) | Notaio o Cancelleria del Tribunale |
| Visure catastali degli immobili | Catasto / Agenzia delle Entrate |
| Planimetrie catastali | Catasto / professionista tecnico |
| Estratto di mappa per i terreni | Catasto |
| Saldi e intestazioni di conti correnti e titoli | Banche e istituti finanziari |
Se nell’eredità ci sono immobili, alla lista base si aggiungono alcuni documenti tecnici che riguardano proprio quegli immobili. Serve la visura catastale aggiornata, la planimetria catastale e — se ci sono terreni — l’estratto di mappa. Prima di raccogliere questi documenti, vale la pena verificare che i dati catastali corrispondano allo stato reale dell’immobile: una difformità scoperta in fase di dichiarazione può rallentare tutto il processo. Per capire cosa serve nel tuo caso specifico, puoi leggere la guida completa sui documenti per la dichiarazione di successione.
Come si presenta: il modello e il canale telematico
La dichiarazione di successione si presenta esclusivamente in via telematica tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il software SuccessioniOnline. La trasmissione può essere fatta direttamente dall’erede (se è in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS) oppure tramite un professionista abilitato.
Nel nostro studio ci occupiamo della compilazione, verifica e invio telematico della dichiarazione, compresa la successiva gestione della voltura catastale degli immobili presenti nell’eredità.
Il ruolo del geometra nella dichiarazione di successione
Se nell’eredità sono presenti immobili, il geometra è la figura tecnica di riferimento per la corretta valorizzazione degli stessi. La rendita catastale dell’immobile è la base su cui si calcola il valore fiscale da indicare in dichiarazione — e quindi le imposte eventualmente dovute, inclusa l’imposta di successione.
Il geometra verifica anche che gli immobili siano in regola dal punto di vista catastale e urbanistico. Se esistono difformità o irregolarità, è necessario sanarle prima — o contestualmente — alla presentazione della dichiarazione, per evitare che la pratica si blocchi o generi problemi futuri nella vendita o nel trasferimento del bene. Per approfondire, leggi la guida sulla successione con più eredi.
Affidarsi a uno studio tecnico specializzato significa avere un unico interlocutore per tutta la pratica: dalla verifica degli immobili alla presentazione telematica, fino alla voltura catastale.
Il geometra può fare la successione al posto del notaio?
Sì, per la dichiarazione di successione il geometra è una figura abilitata — e nella maggior parte dei casi è la scelta più pratica ed economica rispetto al notaio. Il notaio interviene in situazioni specifiche, come la pubblicazione di un testamento olografo o la rinuncia all’eredità formalizzata davanti a un pubblico ufficiale. Per la dichiarazione fiscale all’Agenzia delle Entrate, invece, il geometra gestisce l’intera pratica: raccoglie i documenti, verifica e valorizza gli immobili, compila il modello telematico e si occupa della voltura catastale.
La differenza pratica sta anche nel tipo di competenza: il geometra ha una formazione tecnica che gli permette di valutare correttamente gli immobili, individuare eventuali difformità catastali e risolvere i problemi prima che rallentino la pratica. Se nell’eredità ci sono case, appartamenti o terreni, avere un geometra che gestisce l’intera successione significa avere un unico interlocutore per gli aspetti sia fiscali che tecnici.
Cosa succede se nella successione ci sono immobili abusivi o difformi
Quando un immobile che fa parte dell’eredità presenta difformità catastali o urbanistiche, la dichiarazione di successione non si blocca automaticamente — ma il problema emerge prima o poi. Se l’immobile risulta diverso da come è censito al catasto, o se nel corso degli anni sono stati eseguiti lavori senza le dovute autorizzazioni, è necessario regolarizzare la situazione.
In questi casi il geometra ha un ruolo centrale: verifica la corrispondenza tra lo stato di fatto e i documenti catastali, individua le eventuali difformità e valuta se si tratta di irregolarità sanabili. Non farlo in questa fase significa ritrovarsi il problema al momento di vendere, donare o ipotecare l’immobile — spesso con costi molto più alti rispetto a un intervento tempestivo.
La dichiarazione di successione può comunque essere presentata anche in presenza di irregolarità, ma è importante sapere che queste rimangono “in carico” agli eredi. Per capire come funziona in dettaglio, leggi la guida sulla successione con immobili abusivi.
Successione ereditaria e immobili: cosa cambia rispetto a un’eredità senza beni immobili
Quando nell’eredità ci sono immobili, la dichiarazione di successione diventa più articolata. Non basta comunicare al fisco il trasferimento dei beni: bisogna valorizzare correttamente ogni immobile, verificare che i dati catastali siano aggiornati e calcolare le imposte ipotecaria e catastale oltre all’eventuale imposta di successione.
Il valore fiscale di un immobile nella dichiarazione si calcola a partire dalla rendita catastale, moltiplicata per coefficienti diversi a seconda della categoria catastale (abitazione, terreno, immobile produttivo). Per le abitazioni il coefficiente standard è 110 per la prima casa e 120 per le altre. Questo valore, nella grande maggioranza dei casi, è inferiore al valore di mercato — ma deve essere calcolato correttamente, perché un errore può portare a rettifiche dall’Agenzia delle Entrate.
C’è poi un aspetto che spesso viene sottovalutato: gli immobili ereditati restano tecnicamente “in sospeso” fino alla voltura catastale. Finché non viene aggiornata l’intestazione al catasto, l’immobile risulta ancora a nome del defunto. Questo può creare problemi in caso di vendita, locazione o richiesta di mutuo. La successione con immobili ha quindi tempi e passaggi precisi che conviene affrontare in sequenza, senza rimandare la voltura a data indefinita.
Se nell’eredità figurano più immobili o ci sono più eredi, la situazione si complica ulteriormente: occorre definire le quote spettanti a ciascuno e — se gli eredi non sono d’accordo sulla divisione — valutare le opzioni disponibili prima di procedere con la dichiarazione.
Dichiarazione di successione senza testamento: come funziona
Quando non c’è un testamento, si parla di successione legittima: la legge stabilisce chi sono gli eredi e in quale proporzione si divide il patrimonio. Gli ordini successori sono fissati dal Codice Civile e seguono una gerarchia precisa — coniuge, figli, genitori, fratelli e sorelle, altri parenti fino al sesto grado.
Dal punto di vista della dichiarazione di successione, la procedura non cambia: si compila lo stesso modello telematico, si indicano gli stessi dati sugli immobili e si calcolano le stesse imposte. Quello che cambia è la documentazione da allegare: senza testamento, bisogna ricostruire l’albero genealogico del defunto e dimostrare il grado di parentela di ogni erede. Questo significa raccogliere certificati di stato di famiglia, atti di nascita e, in alcuni casi, atti di matrimonio o di divorzio.
I documenti per la successione senza testamento sono leggermente diversi rispetto a una successione testamentaria, e vale la pena verificare in anticipo cosa serve per non dover tornare agli uffici più volte. Una successione legittima con più eredi e immobili è uno dei casi in cui affidarsi a un professionista fin dall’inizio fa risparmiare tempo e problemi.
Domande frequenti sulla dichiarazione di successione
Posso presentare la dichiarazione di successione da solo? Sì, tecnicamente è possibile se sei in possesso di SPID, CIE o CNS e riesci a usare il software SuccessioniOnline dell’Agenzia delle Entrate. In pratica, però, la compilazione richiede dati catastali precisi e una valorizzazione corretta degli immobili. Un errore nella rendita catastale o nei dati degli eredi può portare a rettifiche, sanzioni o ritardi. Se nell’eredità ci sono immobili, affidarsi a un professionista tecnico è quasi sempre la scelta più prudente.
Cosa succede se non si presenta la dichiarazione entro 12 mesi? Si incorre in una sanzione amministrativa. Se la dichiarazione viene presentata spontaneamente dopo la scadenza (ma prima di ricevere un accertamento), la sanzione va dal 60% al 120% dell’imposta dovuta. Se non ci sono imposte, la sanzione è fissa. Prima si interviene, più i costi rimangono contenuti.
Gli eredi devono essere tutti d’accordo per presentarla? No. La dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli eredi, che agisce per conto di tutti. È sufficiente che il documento contenga i dati di tutti i coeredi. Non serve un accordo preventivo tra eredi per avviare la pratica.
La dichiarazione di successione trasferisce automaticamente la proprietà degli immobili? No. La dichiarazione ha valore fiscale: comunica al fisco il trasferimento dei beni. Per far risultare gli immobili intestati agli eredi anche nei registri catastali, è necessario presentare la voltura catastale. Si tratta di un passaggio separato, che di solito viene gestito contestualmente alla dichiarazione. Per approfondire, leggi come funziona la voltura catastale dopo una successione.
Cosa si intende per valore catastale dell’immobile? È il valore fiscale dell’immobile, calcolato a partire dalla rendita catastale moltiplicata per specifici coefficienti previsti dalla legge. Non corrisponde al valore di mercato: nella maggior parte dei casi è inferiore. È questo valore che viene usato come base per calcolare le imposte ipotecaria e catastale, e l’eventuale imposta di successione.
Posso rinunciare all’eredità dopo aver presentato la dichiarazione? La rinuncia all’eredità deve avvenire prima di compiere atti che configurino un’accettazione tacita — come appunto presentare la dichiarazione di successione. Se hai già presentato la dichiarazione, rinunciare diventa molto più complicato dal punto di vista legale. Se stai valutando questa opzione, leggi prima la guida su come rinunciare all’eredità.
Quanto costa presentare la dichiarazione di successione
I costi variano in base alla complessità della situazione. In generale, si considerano: l’imposta di successione (se dovuta), le imposte ipotecaria e catastale per gli immobili (rispettivamente 2% e 1% sul valore catastale, con importi minimi), e l’onorario del professionista. Per un quadro dettagliato, consulta la guida ai costi per successione.
Se hai perso una persona cara e non sai da dove cominciare, contatta lo studio: il primo confronto è gratuito e senza impegno. Ti aiutiamo a capire cosa fare, in quanto tempo e con quali costi, in modo chiaro e trasparente.
Eredità e successione: i passi successivi alla dichiarazione
Presentare la dichiarazione di successione è il primo passo, ma non l’ultimo. Una volta inviata la pratica all’Agenzia delle Entrate, restano almeno due cose da fare se nell’eredità ci sono immobili: la voltura catastale e — se gli eredi sono più di uno — una decisione condivisa su cosa fare con i beni.
Chi eredita per la prima volta spesso non sa che la voltura catastale non è automatica: va richiesta separatamente, anche se nella maggior parte dei casi si può presentare insieme alla dichiarazione di successione. Se non viene fatta, l’immobile rimane intestato al defunto nei registri catastali, con tutte le complicazioni che ne derivano.
Se sei alle prime fasi e vuoi capire il quadro completo — dalla dichiarazione alla voltura, passando per la divisione dell’eredità tra più eredi — la guida sulla successione ereditaria raccoglie i passaggi nell’ordine in cui si affrontano nella pratica.


